“Pippo contro Pippo” sui Grandi Classici Disney n. 1

La copertina di Giorgio Cavazzano.Provoca una strana sensazione scriverlo, ma si parla davvero dei Grandi Classici Disney n. 1… perché a dicembre la storica testa dei Grandi Classici ha “chiuso” per riaprire nel 2016 con un nuovo formato e (soprattutto) una nuova numerazione.

Curiosa la scelta di ristampa scarpiana del numero, si tratta infatti di Pippo contro Pippo, storia dello Studio Disney scritta e disegnata da Scarpa (con gli inchiostri di Giorgio Cavazzano) nel 1969 e pubblicata per la prima volta in Italia sull’Almanacco Topolino n. 175, nel 1971.

Altre storie degne di nota del numero Il matrimonio di Reginella (1987), classico di Cimino e Cavazzano, e i due “inferni”, quello di Topolino (1949, Martina/Bioletto) e quello di Paperino (Chierchini, 1987).

Apertura della mostra dedicata a Romano Scarpa al WOW

The Art of Romano ScarpaIeri si è aperta la mostra dedicata a Romano Scarpa “Dall’unghia di Kalì all’ultimo balabù” allo WOW Spazio Fumetto di Milano.

La mostra occupa l’intero primo piano della struttura con più di 150 tavole originali che fanno da pezzo forte, la stragrande maggioranza esposta per la prima volta. Oltre a queste disegni, schizzi, storyboard, layout, pagine tagliate, modificate, soggetti, studi, edizioni italiane, edizioni estere e chi più ne ha più ne metta. Presente anche uno maxischermo interattivo dove i visitatori possono selezionare i personaggi creati da Scarpa e leggerne le origini. Disponibile inoltre per consultazione e lettura l’intera Opera Omnia edita da Corriere e Gazzetta nel 2014.

Nel mio piccolo ho fornito un paio di originali e diverse ristampe estere (USA, Grecia, Francia e paesi nordici), ma la parte del leone la fanno sicuramente le opere del collezionista Marco Castelletta, a cui sostanzialmente si deve la mostra.

Il catalogo, molto bello, è in vendita direttamente al WOW per 25 EUR (e potete trovarne’ un’anteprima sul sito artoon.it. La copertina è un remake fatto dallo stesso Scarpa di una sua autocaricatura degli anni 80 colorata appositamente per l’occasione da Casty. Nel volume, oltre alla riproduzione di tantissime delle opere presenti nella mostra, potete trovare introduzioni di Luca Bertuzzi, Luca Boschi e dello stesso Castelletta, oltre a una breve biografia di Scarpa.

All’incontro di apertura della mostra, tenutosi ieri alle 16:30, ha tenuto banco Luca Boschi accompagnato da Davide Catenacci della redazione di Topolino e dal grande Marco Rota che tra le varie cose ha ricordato il viaggio dei collaboratori Disney (tra cui Scarpa) negli Stati Uniti degli anni 70. Intervenuti anche il presidente della Fondazione Franco Fossati Luigi F. Bona, i disegnatori Sandro Dossi e Blasco Pisapia e lo stesso Castelletta.

Nelle prossime settimane vi presenterò qualche chicca presente alla mostra… ma il mio consiglio è sicuramente quello di ritagliarvi un pomeriggio e andare a visitarla!

Ecco un piccolissimo assaggio di quello che vi attende… ma ovviamente le foto (con tanto di inevitabili riflessi) non fanno giustizia a quello che dovete vedere con i vostri occhi!

Il WOW Spazio Fumetto è a Milano in viale Campania 12. La mostra sarà aperta fino al 13 marzo con i seguenti orari: Dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 15 alle 20; lunedì chiuso. Ingresso 5 EUR.

“Topolino e l’ultraghiaccio” su I migliori anni Disney 1967

Topolino e l'ultraghiaccioE` qualche tempo che non segnalo le ultime ristampe scarpiane… che non sono comunque state tantissime, vista la cronologica terminata da poco.

Sul nuovo numero de I migliori anni Disney però, l’ottavo, dedicato al 1967 viene riproposto l’ultimo grande capolavoro “classico” di Romano Scarpa, da lui scritto e disegnato (o almeno pubblicato) appunto nel 1967 sui numeri 596 e 597 di Topolino: Topolino e l’ultraghiaccio. Le chine sono di Giorgio Cavazzano.

La versione proposta è quella completa, con le due puntate stampate separatamente.

Cominciamo così molto bene il 2016.

(E da sabato tutti al museo WOW di Milano, non dimenticatevi!)

Romano Scarpa al WOW di Milano!

Manifesto mostra WOWDal 16 gennaio al 13 marzo l’arte di Romano Scarpa sarà in mostra al Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano, in viale Campania 12, Milano.

La mostra sarà intitolata “Dall’unghia di Kalì all’ultimo Balabù”.

Info: 02 49524744/45 – museowow.it – Ingresso 5 euro (ridotto 3 euro)
Orario: da martedì a venerdì, ore 15:00-19:00; sabato e domenica, ore 15:00-20:00. Lunedì chiuso.

Il testo del comunicato stampa:

Dal 16 gennaio al 13 marzo 2016 WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano (Viale Campania 12) omaggia la figura di Romano Scarpa, il più grande artista Disney italiano, apprezzatissimo autore di indimenticate storie di Topolino e Paperino, con una mostra davvero unica che, grazie alla collezione di Marco Castelletta e all’archivio della Fondazione Franco Fossati, porta per la prima volta al pubblico più di 150 tavole originali oltre a schizzi, bozzetti, illustrazioni, sceneggiature e altro materiale raro e inedito. Un’occasione unica per rivivere le storie che sulle pagine di Topolino hanno fatto sognare migliaia di bambini (e non), dando vita a personaggi amatissimi come Brigitta MacBridge e Trudy. Grazie alla grande quantità e qualità del materiale esposto, la mostra consente anche di compiere un affascinante viaggio all’interno del lavoro che precede la pubblicazione di un fumetto, dalla sceneggiatura al disegno: Romano Scarpa, infatti, oltre che grande disegnatore, fu anche un instancabile sceneggiatore. La mostra è realizzata in collaborazione con il settimanale Topolino.

La mostra DALL’UNGHIA DI KALÌ ALL’ULTIMO BALABÙ: l’arte di Romano Scarpa, il più grande disegnatore Disney italiano, che già nel titolo celebra due tra le sue storie più amate, espone la straordinaria produzione di questo artista poliedrico che ha saputo lasciare un segno indelebile nella produzione Disney italiana e internazionale. Grazie alla preziosa collaborazione di Marco Castelletta, il maggior collezionista italiano di opere di Romano Scarpa, sarà possibile ammirare il suo lavoro non solo grazie alle oltre 150 tavole originali tratte dalle sue storie più amate, ma anche preziosi “dietro le quinte” per la prima volta esposti al pubblico, come i dettagliatissimi story board a matita, in cui Scarpa verificava che tutto fosse al posto giusto prima di passare al disegno vero e proprio. Saranno esposte pagine tratte dalle sceneggiature originali, illustrazioni e copertine, ancora impresse nella mente di tantissimi lettori anche a decenni di distanza. Inoltre verranno indagate, approfondite e svelate le ispirazioni più diverse che hanno stimolato la fantasia di Scarpa: grande appassionato di cinema, il grande artista veneziano seppe infatti trasporre nel mondo Disney le atmosfere del grande schermo, guardando alla produzione di ammiratissimi registi come Frank Capra e Alfred Hitchcock. Attraverso riproduzioni a colori e ingrandimenti scenografici sarà anche possibile rivivere le storie più belle di Scarpa alla scoperta delle sue trovate più inusitate e geniali. Tra le molte tavole originali esposte in mostra, solo per citarne alcune, si potranno ammirare quelle della sua prima storia pubblicata Biancaneve e Verde Fiamma (1953), ma anche quelle di Topolino e le delizie natalizie (1954, prima storia con Mickey Mouse), Zio Paperone e l’ultimo balabù (1960, prima apparizione di Brigitta), la storia a strisce Topolino e la banda dello sternuto (1990) e tantissime altre, oltre alla pagina conclusiva di Orazio e le riparazioni a catena, ultima storia pubblicata da Topolino nel 1998.

Non mancheranno alcune tavole delle storie realizzate da Scarpa direttamente per le pubblicazioni Disney all’estero negli ultimi anni della sua straordinaria carriera. Inoltre un rodovetro originale per la cosiddetta Camminata Disney, cortometraggio animato realizzato come sigla per Topolino Show, in onda nel 1982 su Rete 4, unica animazione con la banda Disney realizzata in Italia.

Ai visitatori che vogliono leggere per intero le storie di cui vengono esposte le tavole viene messa a disposizione una piccola fumettoteca con albi completi da consultare. Infine, grazie a un’installazione multimediale realizzata da GlobalMedia, con un semplice click sarà possibile scoprire i segreti e la storia di 25 tra grandi personaggi e degli oggetti creati da Scarpa.

Romano Scarpa: un artista completo

Fin da bambino Romano Scarpa (Venezia, 1927 – Malaga, 2005) è affascinato dal mondo del fumetto e dell’animazione. Avido lettore di Topolino, tanto da inviare alla redazione del giornale un un disegno della sua Venezia poi pubblicato, si appassiona in particolare alle meravigliose storie di Mickey Mouse disegnate dal grande Floyd Gottfredson. Intrapresi gli studi al liceo artistico, costretto ad abbandonarli a causa della guerra, inizia a studiare tecniche dell’animazione da autodidatta, armato solo di tanta voglia di sperimentare e di una piccola cinepresa Pathé.

Dopo aver prodotto il film d’animazione “… E poi venne il diluvio” (1946), mette in piedi un piccolo studio d’animazione con cui, nel 1953, confeziona il cortometraggio animato “La piccola fiammiferaia”, distribuito nei cinema di tutt’Italia. I primi anni Cinquanta sono per Scarpa un periodo magico, perché inizia la sua collaborazione con Topolino sorprendendo l’allora direttore Mario Gentilini con magnifiche tavole disegnate per una storia scritta da lui stesso, intitolata “Paperino agente investigativo”. Ma Gentilini lo vuole mettere alla prova seriamente proponendogli di cimentarsi con un autentico classico disneyano come “Biancaneve e i Sette Nani”. E’ così che Scarpa inizia la sua carriera, proprio con una storia ispirata a Biancaneve, “Biancaneve e Verde Fiamma”, disegnata su testi di Guido Martina. Anche se il sodalizio con lo scrittore piemontese può dirsi praticamente obbligatorio, dato che all’epoca Martina firma tutte le storie italiane, Scarpa non abbandona il proposito di cimentarsi come autore completo, tanto che nel 1956 riesce a produrre la sua prima storia come sceneggiatore e disegnatore: “Paperino e i gamberi in salmì”, nella quale compare per la prima volta Gedeone, fratello di Zio Paperone. Pochi mesi dopo vede la luce la sua prima avventura con Topolino protagonista in qualità di autore completo: “Topolino e il mistero di Tapioco Sesto”, primo tassello di una lunga saga che proseguirà per anni e nella quale Scarpa dimostrerà con il suo straordinario talento l’amore per le storie americane che aveva letto e riletto da ragazzo.

Per tutta la sua carriera, costellata di centinaia di storie indimenticabili, Scarpa si dimostra l’interprete più fedele dello spirito Disney originale, sia per le storie dei Paperi che per quelle di Topolino. Altri autori avevano scelto di reinterpretare il carattere dei personaggi per adeguarli ai gusti dei lettori nostrani, mentre Scarpa, al contrario, cerca di tenere sempre a mente la lezione di grandi maestri come Gottfredson e Barks. Nelle mani di Scarpa i personaggi diventavano veri, umani, pieni di sfaccettature e contraddizioni, in storie di ampio respiro, ricche di spunti affascinanti, di trovate geniali, di trame complesse degne di un film di Hitchcock.

Grazie a Scarpa Topolino sventa un complotto spionistico ne “L’unghia di Kalì” (1958), rincontra il geniale Dottor Enigm e conosce il simpatico Atomino Bip-Bip ne “La dimensione delta” (1959), fa i conti con un fatto oscuro del proprio passato ne “La collana Chirikawa” (1960). Nelle storie dei Paperi si può invece scoprire un Paperone testardo e generosissimo, ben lontano dal semplice avaraccio di tante storie italiane. Pur trovandosi alle prese con un universo già ricchissimo di personaggi, Scarpa seppe trovare spiragli in cui esercitare la sua straordinaria capacità inventiva: se Topolino aveva una fidanzata, perché Gambadilegno doveva essere da solo? E come mai nessuna vuole impalmare il papero più ricco del mondo Paperon de’ Paperoni?

Il grande artista veneziano sa sempre reinventarsi, collaborando anche a saghe storiche come “Storia e gloria della dinastia dei Paperi” (1970), in tandem con Giovan Battista Carpi. Disegna moltissime storie reinventando soggetti provenienti direttamente dallo Studio Disney americano, contribuendo a rendere l’Italia uno dei maggiori produttori al mondo di storie Disney. Negli anni Settanta inventa personaggi come Plottigat, geniale inventore malvagio cugino di Gambadilegno, e il rampollo di Gancio il Dritto Bruto detto Gancetto, spalla di Topolino in innumerevoli avventure. Tra gli anni Ottanta e Novanta produce le “Paperolimpiadi”, una delle saghe più lunghe mai pubblicate su Topolino, in occasione dei Giochi Olimpici di Seoul del 1988. Dal 1990, poi, riprende ancora una volta il suo amatissimo Topolino, con alcune storie pubblicate sul settimanale in un insolito formato a due strisce sovrapposte, che si sviluppavano su due pagine affiancate. In queste avventure Scarpa riversa tutto l’amore per il Topolino classico di quando era ragazzo, mantenendo la stessa struttura “un colpo di scena al giorno” che rendeva così avvincenti le storie di un tempo. Negli ultimi anni continua a collaborare soprattutto con i mercati Disney esteri, fino alla scomparsa avvenuta nel 2005. Le sue storie sono ancora ristampate e lette dalle nuove leve e non è un caso che Scarpa sia stato il primo artista italiano a cui è stata dedicata una ristampa integrale delle sue produzioni, una vera opera omnia di vaste dimensioni.

Immagine e comunicato da AfNews.

Tavola inedita da “Domenica In”

Topolino e la grande esposizione romanaA volte eBay regala delle belle sorprese.

Come questa tavola di Romano Scarpa saltata fuori dal nulla poche ore fa e che risulterebbe inedita e finora ai più sconosciuta. Topolino e la grande esposizione romana.

Anche se in realtà del tutto sconosciuta non è visto che sembrerebbe essere stata realizzata in diretta TV durante una puntata di “Domenica In” nel 1993 (dovrebbe essere la puntata del 28 novembre), in occasione dei 60 anni di Topolino in Italia. Il formato è 70×50 cm.

Questo il link dell’asta eBay. Se qualcuno ha 9000 (!) EUR che avanzano…

Tra l’altro ora si apre un’altra sfida… trovare una registrazione di quella puntata di “Domenica In”!

Grazie a Francesco Gerbaldo per la segnalazione.