Tutto Scarpa 23

Le grandi storie Disney Vol. 23 – Paperinik alla riscossa

Tutto Scarpa 23Mentre PK si appresta a tornare (o a debuttare, se vogliamo fare i pignoli) sulle pagine di Topolino, il Paperink “classico” debutta in questa collana… anche se ancora deve guadagnarsi la mascherina perché è solo la sua seconda storia in assoluto!

L’indice del volume:

Come detto la storia principale è quella di Paperinik (in cui si stabiliscono anche i look di Fantomius e Dolly Paprika, molto utilizzati ai nostri giorni da Marco Gervasio), ma il volume include anche belle storie di Cimino, Martina e Chendi.

Per quanto riguarda le versioni il Grappolo indiano proviene dalla testata Zio Paperone e ha quindi colori e lettering rifatti, mentre dalla testata Paperino (quindi con i colori rifatti) abbiamo gli Zoccoli di cristallo, la Quieta creativa e il Banchetto chic.

Nel portfolio alcune copertine/illustrazioni di Scarpa mentre la scheda finale è dedicata a Giovan Battista Carpi.

5 pensieri su “Le grandi storie Disney Vol. 23 – Paperinik alla riscossa”

  1. Certe censure sono comiche: la birra e il panino al prosciutto diventano “bibita e panino imbottito”, ma mi sembra che nel Topolino attuale dopo il fumo (solo Manetta e Gambadilegno possono tenere un sigaro SPENTO in bocca) l’alcool (si beve solo minerale d’annata) ora hanno bandito anche la carne.
    Tra un po’ vedremo le giovani Marmotte che si portano la carbonella da casa perché per bruciare la legna sono stati usati i rami di un albero e tutte le piante sono sacre

    1. Come già specificato tante volte, non è questione di “Topolino attuale”, ma di “Topolino vecchio, ma non tanto vecchio come l’originale in questione”. Le censure che a volte affiorano in questa collana sono tutte vecchie. Hanno cercato di ripristinare le versioni originali, ma a volte non ci sono riusciti… non c’è nessuna “volontà censoria” attuale.

      1. Lo so, conosco Boschi e so BENISSIMO che non farebbe mai una porcata del genere.
        La mia è una critica al Topolino attuale.

        1. Ma come appena ribadito il Topolino attuale non c’entra niente, queste sono censure anni settanta/ottanta. Quello è il periodo delle censure ridicole e assolutamente condannabili, non questo.

  2. Lasciando perdere gli stucchevoli commenti sulle censure e lo “sfondone” finale (dove Paperina e i nipotini trovano il tempo di cambiarsi prima di andare tra i ruderi di Villa Rosa) ho sempre ritenuto “Paperinik alla riscossa” come le vere origini del papero mascherato, fin dal 1974, quando acquistai il classico “Paperinik il diabolico vendicatore”, infatti qui c’è il rifugio segreto, le armi inventate da Archimede, le leggendarie “Car-can” e così via.
    Sembra che Paperinik abbia fatto come i supereroi Marvel che hanno avuto un “numero zero” di presentazione e nella seconda storia ha svelato le sue potenzialità seriali.

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